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in Lui coincidono gli opposti. Egli è come un cerchio con il centro ovunque e la circonferenza in alcun luogo.

sabato 23 febbraio 2008

Folgorazioni notturne

Dio, nella sua veemente compassione per la pochezza della mia anima, mi ha mostrato in sogno la strada percorsa dai più dotti Padri della Chiesa. Dopo aver ribadito che la mia vita post mortem prenderà avvio poiché Egli si preoccuperà di riunire la mia forma sostanziale e la mia materia (ovviamente solo quella in-formata dalla mia forma ante mortem), mi ha raccomandato una disputa solipsista.
In primis et ante omnia è la riflessione intorno a Dio come chiarificazione delle proprie credenze religiose ("Fides quaerens intellectum" suggerisce il Santissimo Anselmo).
Solo da queste pretese muove l'azzardo, di superbia che verrà giustamente punita e amaramente ridimensionata, di una ripresa del classico argomento sulla necessità ontologica del Dio Padre, dedotta sul piano logico e quindi Razionale (con buona pace dell'orgoglio bracalone da "ateo del villaggio "che caratterizza lo scientista contemporaneo).
Dall'argomento emergerà che sulla nozione di Unicità dell'altissimo non si possono minare dubbi. E come vedremo la sua Tripartizione, che tanto sconvolge l'occhio e l'orecchio del povero in spirito, è solo una triplice semplificazione al fine di rendere intelligibile l'infinito, il tutto e l'Uno ad occhi epistemicamente limitati.
Due assiomi:
1) un essere è contingente se e solo se avrebbe potuto non esistere.
2) un essere è dipendente se e solo se la sua esistenza ha qualche causa.
3) Ogni essere contingente è dipendente.
Chiarificazioni sugli assiomi:
1) è una definizione di contingente. qualcosa lo è se non è necessaria la sua esistenza: ogni ente soggetto ad entropia è contingente, ogni ente occupante regioni di spazio tempo lo è. Solo gli oggetti astratti perciò si escludono da questa definizione.
2) l'esistenza di ogni specie animale è in qualche modo generata: io non ho esistenza indipendente da quella dei miei avi(e nemmeno i miei avi) ma la vita come ci spiegano i biochimici non è sempre esistita, perciò essa è stata generata e, in estrema sintesi e ultima analisi, essa è dipendente perché non è Causa Sui. (causa di sé stesso).
3) si impegna sul fatto che ogni essere contingente non è causa di sé stesso. (sulle cause mi impegno a chiarire in una seconda riflessione)
L'argomento.
Ci sono individui contingenti e dipendenti, perciò c'è una serie che contiene tutti e soli gli individui contingenti e dipendenti.
O questa serie ha un primo elemento o non lo ha.
Se ha un primo elemento, quell'elemento (essendo dipendente) avrà una causa.
Ma la causalità è una relazione irriflessiva, asimmetrica e transitiva. (a non è mai tra le cause dell'esistenza di a; se a è tra le cause dell'esistenza di b, allora b non è tra le cause dell'esistenza di a; e se a è tra le cause di b, e b e tra le cause di c, allora a è tra le cause di c)
l'intera serie perciò non è causa delle sue parti.
Ne segue che il primo elemento della serie di individui contingenti e dipendenti non può essere causato da un altro elemento nella serie, o dalla serie stessa, deve avere una causa esterna alla serie. Ma questa causa esterna o è un essere contingente e indipendente o un essere necessario e indipendente, ma per l'assioma 3) ogni contingente è dipendente.
Quindi il primo elemento della serie di individui contingenti e dipendente, poiché non può avere tra le sue cause individui contingenti e dipendenti, avrà tra le sue cause, esterne alla serie, un individuo necessario e indipendente:
perciò, nelle parole di San Tommaso "omnes Deum nominant".
Dall'argomento si evince l'Unicità di questo Ente Necessario e indipendente. Se non fosse unico allora la serie sarebbe causata da più individui necessari e indipendenti. Il che ci porterebbe a moltiplicare le entità utili a spiegare la causalità della serie in considerazione e, come ben ci insegnano gli scientisti, Questo non si fa!!!
Inoltre si potrebbe recuperare la Tripartizione: Ens, Mens, Clemens per una comprensione a dimensione umana di quel che Dio Padre effetivamente è. In quanto Essere che causa l'Essere in quanto Essere, Dio è ente (ens) ovvero Causa Sui, e perciò dipendente da se stesso e azzarderei, contingente poiché avrebbe potuto non esistere se solo avesse voluto;
è mente, in quanto dirige l'intenzionalità di prorompere o meno in causazione stabilendo le forme e le modalità dell'Essere;
è clemenza, in quanto capace di guardare con occhi di infinita e godereccia magnanimità le esili e misere cause che le intenzionalità degli enti subordinati umani riescono a dirigere verso gli oggetti del mondo.
Ringrazio l'Onnipotente che mi ha concesso la facoltà di veder più chiaro delle umane genti.

2 persone hanno commentato le parole del signore:

luther blissett ha detto...

ho "intenzione" di bestemmiare.

luther blissett ha detto...

anzi. intendo bestemmiare.

gesucristo possedeva o no gli indumenti da lui usati?

richiesta di tre anime semplici

richiesta di tre anime semplici
eraldo, tecnaldo e taddeo chiedono di essere ammessi alla confraternita

devono essere ammessi?